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I benefici prodotti da un impianto fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico da 1 kWp produce, alla latitudine di Roma su cavalletto fisso con inclinazione di 30°, una energia pari a 1250 kWh in un anno.
Gli impianti fotovoltaici generano due fonti di reddito: la prima e più importante è detta incentivo, la seconda è detta conto scambio e la terza, alternativa alla seconda, è detta cessione in rete.
L'incentivo è un pagamento a fondo perduto regolato da una legge del 2007 che remunera l'energia prodotta dall'impianto con un bonifico bimestrale per 20 anni. L'energia viene conteggiata da un primo contatore posto subito a valle dell'inverter e viene pagata tutta, indipendentemente dall'uso che se ne faccia. L'incentivo statale diminuisce progressivamente con il passare del tempo in quanto pensato come ristoro dei costi sostenuti dal titolare di un impianto fotovoltaico, costi che si riducono a loro volta.
Il credito di scambio consente invece al soggetto di annullare le spese per la quota energia della bolletta elettrica. Viene installato un contatore bidirezionale, in grado di misurare sia l'immissione in rete sia il prelievo di energia, ora per ora.
ATTENZIONE
In Italia, grazie alla scarsa efficacia degli enti di controllo, sono sorte numerosissime ditte e società che, provenienti da attività eterogenee e spesso artigianali, si sono dedicate al fotovoltaico cavalcandone l'onda mossa dagli incentivi statali. Purtroppo dobbiamo constatare che molti clienti, nonostante l'installazione (e la relativa spesa) richieda la massima attenzione e capacità di discriminazione, accordano la propria fiducia sulla base di parametri opinabili. Vediamo di sfatare qualche mito prima di fornire qualche numero e riepilogare con una tabellina il "quadro economico con e senza impianto".
"FOTOVOLTAICO GRATIS" -
"BOLLETTA ELETTRICA AZZERATA" -
"LO STATO GARANTISCE ALLA BANCA IL FINANZIAMENTO" -
Qualche raccomandazione che riteniamo molto utile e che molti dei nostri clienti hanno avallato:
chiedere al massimo tre-
utilizzare con molta parsimonia i newsgroup ed i blog sul web, anch'essi ricchi di opinioni contrastanti.
ricordare che l'installazione è un intervento importante e quindi il parametro prezzo non è il più rilevante: impermeabilizzazione degli ancoraggi sul tetto, materiali utilizzati e loro durata nel tempo, competenza tecnica e garanzie, struttura aziendale e subappalto sono aspetti fondamentali da tenere in considerazione prima di far "mettere le mani" sulla vostra proprietà.
guardarsi da chi risponde qualcosa del tipo "non si preoccupi, ci pensiamo noi" ad una domanda che richieda invece una risposta specifica.
Un impianto fotovoltaico produce in 20 anni un reddito da incentivo statale che è un multiplo del costo iniziale senza considerare il risparmio in bolletta.
Il tempo di ritorno dell'investimento iniziale può variare tra 4 e 10 anni, con un tasso di rendimento netto dell'investimento molto elevato.

I parametri più importanti ai fini della convenienza dell'operazione sono:
T.I.R. o tempo di rientro dell'investimento, oltre il quale si inizia a guadagnare;
Il rapporto tra saldo attivo e costo dell'impianto, che fornisce una misura della redditività in quanto moltiplicatore a 20 anni della cifra investita.
In effetti tra il non avere un impianto ed averne uno la differenza si calcola facilmente:
non averlo significa semplicemente avere un passivo dopo 20 anni pari alle spese elettriche (-
averlo significa avere un saldo attivo +sa (uguale all'incentivo statale tolti sia i costi di gestione sia il costo dell'impianto).
Non abbiamo sommato nel secondo caso il risparmio in bolletta poichè nella differenza assoluta tra attivo e passivo lo avremmo contato due volte.
La differenza assoluta tra avere un impianto e non averlo è uguale a (sa+se).
